Memento Mori

The air of the room chilled his shoulders. He stretched himself cautiously along under the sheets and lay down beside his wife. One by one they were all becoming shades. Better pass boldly into that other world, in the full glory of some passion, than fade and wither dismally with age. He thought of how she who lay beside him had locked in her heart for so many years that image of her lover’s eyes when he had told her that he did not wish to live.

Generous tears filled Gabriel’s eyes. He had never felt like that himself towards any woman but he knew that such a feeling must be love. The tears gathered more thickly in his eyes and in the partial darkness he imagined he saw the form of a young man standing under a dripping tree. Other forms were near. His soul had approached that region where dwell the vast hosts of the dead. He was conscious of, but could not apprehend, their wayward and flickering existence. His own identity was fading out into a grey impalpable world: the solid world itself which these dead had one time reared and lived in was dissolving and dwindling.

A few light taps upon the pane made him turn to the window. It had begun to snow again. He watched sleepily the flakes, silver and dark, falling obliquely against the lamplight. The time had come for him to set out on his journey westward. Yes, the newspapers were right: snow was general all over Ireland. It was falling on every part of the dark central plain, on the treeless hills, falling softly upon the Bog of Allen and, farther westward, softly falling into the dark mutinous Shannon waves. It was falling, too, upon every part of the lonely churchyard on the hill where Michael Furey lay buried. It lay thickly drifted on the crooked crosses and headstones, on the spears of the little gate, on the barren thorns. His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the universe and faintly falling, like the descent of their last end, upon all the living and the dead.

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Impressive list of elected DiEM25 Coordinators & Advisors has been announced

Originally posted on Yanis Varoufakis:
Leading activists, artists, scholars and political figures take central role in DiEM25 Linguist Noam Chomsky, novelist Elif Shafak, artist/musician Brian Eno, activist Zoe Gardner and fashion designer/environmental activist Vivienne Westwood are amongst those elected by DiEM25’s members to coordinate the movement’s activities. (See full announcement at DiEM25.org).The teams that will coordinate and guide our movement to democratise the EU –…

Senza stelle

  È notte nel mio cuore è notte nella mia mente. Guardo dalla fessura e cerco la luce che, per quanto la desideri, tarda ad arrivare.   Ho sempre amato la notte con la sua magia di ombre e suoni alterati.   Ma questa notte no, non la amo, questa notte senza stelle, con le…

Cani di Yulin. Evidentemente non mi sono spiegato

Originally posted on Hic Rhodus:
Un anno fa scrissi un post intitolato Il massacro dei cani di Yulin. Perché non firmerò nessuna petizione. L’antefatto riguardava una protesta contro un festival annuale, in Cina, dove migliaia di cani vengono macellati in quanto piatto principale della manifestazione. L’indignazione globale sollevò – e solleva tuttora – ondate di…

Treni

Originally posted on Adele Chiabodo:
E poi, il treno, nel viaggiare, sempre ci fa sognare. Antonio Machado Quante avventure, racconti, romanzi, poesie, storie d’amore nascono su un treno? Non alla stazione, che mantiene una certa freddezza ed un gelido distacco, ma sul vagone, quando ormai si sono alzati i piedi dal punto di partenza e…

Ciao zio Paolo. Anzi, no, addio…

L’ultima volta che ti vidi fu prima che io andassi a vivere a Madrid : era l’estate del 1992, credo, e venni a trovarvi con il mio nuovo fidanzato spagnolo. Come sempre ricevetti un’ accoglienza calorosa, all’ antica, con tanto cibo e vino e attenzioni. Così come facevate sempre voi, gente di campagna, così genuina…

(Il fascino della) Domenica 

Originally posted on Adele Chiabodo:
Sono milioni quelli che desiderano l’immortalità, e poi non sanno che fare la domenica pomeriggio se piove. Susan Ertz Domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poco per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi. Franz Kafka, Lettere a Milena La poesia della domenica: uscire,…

Non basteranno i muri a fermarli

Originally posted on Hic Rhodus:
I movimenti di popolazioni, oggi, sono inevitabili. La tecnologia che noi abbiamo in Occidente per i nostri spostamenti è a disposizione anche di chi si muove da Paesi meno abbienti e dei trafficanti di esseri umani. Che si tratti di rifugiati o di migranti per ragioni economiche credere di respingerli…

Cronache in un giorno di sole    

Originally posted on Adele Chiabodo:
Non si presta mai abbastanza attenzione alle piccole cose della vita. Eppure, nella maggior parte dei casi, sono quelle che provocano i cambiamenti più importanti della nostra esistenza. La letteratura e il cinema ci riempiono la testa di grandi tragedie che stravolgono i destini dei protagonisti. Ma nella realtà, questi…

Le mappe di Hic Rhodus: 18 – Un nuovo umanesimo?

Originally posted on Hic Rhodus:
Nella Mappa 17 pubblicata il 13 Marzo parlavamo del “mondo nuovo” che sta cambiando le nostre prospettive. Questo mondo nuovo include orizzonti negativi e potenzialmente disastrosi ma anche i germi dello sviluppo di un nuovo umanesimo; di una società con un’etica aperta, un rapporto costruttivo con la società, un linguaggio consapevole.…

Manuale di morticoltura: 9 consigli per l’orto luttuoso e gotico

Originally posted on salone del lutto:
Primavera! Che bellezza. Anche per chi, come me, ha sempre preferito l’autunno. Eppure, eppure in primavera la natura rinasce, le piante esplodono di boccioli e le foglioline appena spuntate sono di un verde giovane e fresco, intensissimo. Con il post di oggi, luttuosi cari e morticie belle, SdL prova…

“Sábado sabadete, camisa nueva y polvete”

Originally posted on Emitologías:
¡Cuán lejos está el origen de esta expresión de su significado actual! En el siglo XVII “sabadete” no era un diminutivo de “sábado” sino una palabra compuesta que se refería al “sábado siete”, o sea, cualquier sábado que cayera en el día 7 del mes. Según una superstición judía (Sabbath…